SABATO 21.01  PRESIDIO ANTICARCERARIO AL BASSONE!

Ancora una volta ci troviamo sabato mattina sotto il carcere-lager di Como, per portare la nostra solidarietà a tutti i detenuti e le detenute ostaggi dello stato.                                      Per rompere le infami mura dell’isolamento, per unire le lotte dentro e fuori,                          CONTRO IL CARCERE E LA SOCIETA’ CHE LI CREA, LI RIEMPE  E DI CUI NE HA BISOGNO!

dalle h9 alle h12                                                                                                                                Musica &  interventi                                                                                                                   microfono aperto: vieni a fare un saluto!

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sabato 21.01 al Telos benefit per il collettivo Dintorni Reattivi

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2011 ANNO DI MOBILITAZIONE ANTICARCERARIA

Anche quest’anno, come lo scorso 31 dicembre, il collettivo Dintorni Reattivi passerà la notte di Capodanno fuori dalle mura del carcere Bassone di Como, in solidarietà a tutti i detenuti e a tutte le detenute.

 

Il 2011 è stato un anno caratterizzato da intense mobilitazioni contro ciò che non solo noi abbiamo definito “Lager Bassone”. Con cadenza mensile abbiamo organizzato dei presidi con musica, interventi e saluti, che sappiamo essere stati apprezzati dai prigionieri e che ci hanno permesso di avvicinarci maggiormente ai familiari. Alcuni ex-detenuti, conosciuti durante le nostre iniziative,  hanno confermato di come la musica rappresenti per loro uno dei pochi momenti di svago e che come tale venga ostacolato, senza successo, dai secondini con minacce di punizioni. Negli ultimi mesi, grazie alla nostra presenza costante ormai da 2 anni, sempre più familiari hanno acquistato fiducia nel comunicare con noi, raccontandoci le loro vicende: storie di povertà spesso simili tra loro.

Nell’intento di sensibilizzare la cittadinanza e il maggior numero di persone sul tema del carcere abbiamo organizzato alcuni presidi  anche in centro città,  fino ad arrivare  ad indire un’assemblea pubblica. Dopo questo incontro e grazie ad alcune lettere pervenuteci dai detenuti è partita una raccolta firme con  lo scopo principale di far aumentare l’attenzione sul carcere Bassone, affrontando quei problemi che i detenuti stessi anno indicato come i più importanti.

 

 

Il 2011 ha visto inoltre la partecipazione di diverse realtà ad una mobilitazione coordinata a livello nazionale, in sostegno alle proteste all’interno delle carceri, dei CIE  e degli OPG di tutta Italia, durante la settimana dal  25 giugno al 2 luglio. In questa occasione sono state organizzate diverse iniziative    sotto le  carceri  di Bolzano, Mantova, Roma, Como, Bologna, Parma, Milano, Cremona, Vercelli, Teramo, Cuneo, Prato e Vigevano. Nello specifico fuori dal Bassone abbiamo organizzato tre presidi , uno dei quali è stato fortemente richiesto dai detenuti stessi,  i quali hanno manifestato e partecipato alle iniziative  attraverso battiture, slogan e varie azioni ed hanno contribuito a  “scaldare” la protesta.

 

 

Il 2011 è stato anche l’anno in cui è cambiata la Direzione del carcere Bassone. La ormai ex direttrice Maria Grazia Bregoli, tristemente conosciuta dai familiari e dai detenuti per aver introdotto pesanti restrizioni sui pacchi in entrata(ora possono entrare solo cibi confezionati sottovuoto e di produzione industriale), per aver ridotto le ore d’aria e di socialità e per aver lasciato al degrado la struttura, è stata rimpiazzata da una nuova direttrice, che si presenta solo due volte alla settimana contribuendo al peggioramento delle condizioni detentive.

 

 

Il 2011 è stato inoltre  un altro anno tragico per le morti all’interno delle carceri italiane. Fino a questo momento  si parla di 176 persone, 61 delle quali hanno preferito il suicidio alla detenzione. Questo ci fa pensare quanto la privazione della libertà e le terribili condizioni detentive risultino insopportabili e ci fa immaginare come la concomitanza delle festività renda ancor più insostenibile la reclusione e ancor più forte la volontà di uscire da quelle mura, a qualunque costo, anche  della propria vita.

A Como è stato il caso di  un detenuto serbo, che si è tolto la vita per cause ancora da accertare.

Ci teniamo a ribadire che, anche in questi casi, la morte in carcere è da considerarsi di responsabilità della direzione penitenziaria, oltre che in senso più allargato dello Stato e delle strutture che governano i rapporti sociali.

 

Di questi tempi è molto facile (pensiamo ad internet) reperire dati sulla popolazione carceraria e sulla tipologia di reati commessi  e proprio per questo diventa  più semplice comprendere quella che più volte abbiamo definito “natura classista dell’istituzione carceraria”: sono i poveri che finiscono in carcere, sono i poveri che non hanno i soldi per pagare gli avvocati e per questo  in carcere ci restano, sono i poveri che quando escono, per sopravvivere, si trovano costretti a commettere altri reati  e quindi in carcere ci ritornano!! Ogni carcere è simbolo dell’ingiustizia sociale contro cui ci battiamo e contro cui invitiamo tutti e tutte ad iniziare a combattere!!                    

E per ben cominciare il…

                                                                            2012?

PRESIDIO SOTTO IL CARCERE BASSONE DI COMO

via al piano, 11 Albate Como

LA SERA DEL 31 DICEMBRE DALLE 23.00 MUSICA ED INTERVENTI A                                   SOSTEGNO DELLE LOTTE DEI/DELLE DETENUTE

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Lettera aperta alla città di Como sul carcere Bassone

Buongiorno a tutti e a tutte,

siamo il Collettivo Dintorni Reattivi, un gruppo di ragazzi e ragazze di Como e provincia. Tra i vari ambiti di cui ci occupiamo ci interessiamo da circa due anni del carcere Bassone, in particolare delle condizioni di vita dei detenuti.

Stanchi dell’indifferenza nei confronti del carcere che regna in città, abbiamo deciso di impegnarci in prima persona per contrastare l’isolamento, cercando informazioni, intessendo relazioni con familiari e amici e creando contatti diretti con i detenuti.

Per riuscire in questo intento abbiamo iniziato ad andare al Bassone tutte le settimane, durante gli orari dei colloqui, per distribuire volantini e chiacchierare con i parenti in attesa di incontrare i propri cari. Grazie a ciò abbiamo ottenuto dei contatti a cui scrivere le cui testimonianze ci hanno spinto ad organizzare dei presidi di solidarietà fuori dalle mura, che ora organizziamo mensilmente.

Le informazioni ottenute sono molte e ci mostrano come le condizioni detentive siano al limite della violazione dei diritti fondamentali dell’uomo. I detenuti con cui riusciamo ad avere una corrispondenza ci raccontano che sono costretti a vivere stipati come sardine, che spesso manca l’acqua e in ogni caso non è sufficiente a garantire l’igiene personale quotidiana, che le pareti di docce e celle sono ricoperte di muffa e che il caldo torrido estivo e il gelo invernale mettono continuamente a rischio la salute dei detenuti, senza parlare dell’assistenza sanitaria che risulta spesso inefficace a causa della cronica carenza di personale e delle condizioni in cui versa la struttura carceraria. I medici, dipendenti dell’ospedale S.Anna, in servizio all’interno del carcere parlano di un ambulatorio dai muri scrostati, quindi totalmente anti-igienici, di visite ed interventi eseguiti con giacca e guanti, poiché il riscaldamento non consente una temperatura superiore ai 15 gradi, e la continua carenza di personale li obbliga a turni che compromettono il loro operato e a mansioni di non loro competenza.

Alle pessime condizioni di vita si aggiunge la quasi assenza di momenti e spazi aggregativi e di socialità, unita alla difficoltà nell’ottenere colloqui con il personale educativo e assistenza psicologica.

A tutto questo si aggiungono le restrizioni introdotte durante il periodo di direzione di Maria Grazia Bregoli, la quale ha dimezzato l’ora d’aria (da 2h a 1h) e ha imposto notevoli limitazioni riguardo l’ingresso di cibo nell’istituto. È infatti da oltre un anno che è permesso introdurre solo cibi sottovuoto e di produzione industriale, quindi non possono entrare cibi e pietanze cucinati in casa o prodotti artigianalmente, aggravando così ulteriormente il peso economico del denuto sulla propria famiglia. Questo evidentemente è un disumano espediente per garantire un guadagno per le casse del carcere dato che i detenuti sono costretti ad acquistare tutto ciò di cui hanno bisogno all’interno, con prezzi maggiorati rispetto all’esterno. Ora la signora Bregoli se n’è andata dal Bassone. Consapevoli che il suo è stato uno dei periodi peggiori della storia di questo carcere, ci auguriamo che la futura direzione ripari, perlomeno, ai danni commessi e che non speculi più sulla pelle dei detenuti e delle loro famiglie.

Come ben sapete il Bassone si trova fuori dalla città, scelta strategica volta a tenerlo lontano dai nostri occhi, per creare quell’isolamento che è fondamentale per l’esistenza e il funzionamento del sistema carcerario. I vari direttori di turno contano infatti sull’indifferenza della cittadinanza per continuare indisturbati a guadagnare sulla pelle dei detenuti e dei loro familiari.

Noi non ci stiamo!E vorremmo non dover fare l’amara scoperta di essere gli unici.

Questa lettera pertanto si rivolge, con serenità ma senza mezzi termini, a tutte quelle individualità, realtà, associazioni ecc che non vogliono più far finta di non vedere quello che accade a due passi da noi, nella penombra di quelle sbarre, e che non accettano la logica egoistica per la quale la vita dei detenuti non riguarda tutta la società nel senso più ampio del termine.

Il nostro messaggio è semplice: mobilitiamoci, incontriamoci, cerchiamo un punto di sintesi tra le diverse visioni della questione e tra le varie modalità di lotta. È un impegno ambizioso, lo sappiamo, ma vogliamo credere, in tutta onestà, di non essere i soli a sentire  nostra questa grossa responsabilità.

Con spirito di evasione salutiamo.

 

prossime iniziative:

Sabato 29.10 h9 – PRESIDIO AL CARCERE BASSONE (Albate)
Rompiamo l’isolamento,portiamo solidarietà!
Musica & interventi

h15 -PRESIDIO A PIAZZA VITTORIA! (Como)
Portiamo la “questione carcere” in centro a Como
perchè tutti/e devono sapere cosa succede tra quelle
mura a pochi passi dalla città!
Basta con l’indifferenza! Vieni a trovarci!

Mercoledì 2.11 h21 -ASSEMBLEA PUBBLICA
Sala della cooperativa di via Lissi n.6 (Como)
Invitiamo tutti/e (individualità,associazioni, realtà)
a discutere con noi del problema del carcere per trovare insieme un punto di sintesi tra le diverse visioni della questione.

 

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Sabato 08/10 presidio al carcere Bassone!

SABATO 08/10 DALLE H. 9.00 ALLE H. 12.00 PRESIDIO AL CARCERE BASSONE DI COMO IN SOLIDARIETA’ A TUTTI/E I/LE DETENUTI/E!

MICROFONO APERTO, VIENI A FARE UN SALUTO!

Collettivo dintorni reattivi

spazialtri@autoproduzioni.net

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Sabato 10/09 presidio al carcere Bassone

SABATO 10 SETTEMBRE DALLE H. 9.00 ALLE H. 12.00 PRESIDIO AL CARCERE BASSONE DI COMO IN SOLIDARIETA’ A TUTTI/E I/LE DETENUTI/E!

MICROFONO APERTO,VIENI A FARE UN SALUTO!

Collettivo Dintorni Reattivi

spazialtri@autoproduzioni.net

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FORUM AMBROSETTI:MERCANTI DI CRISI!

leggi il volantino: Ambrosetti 2011

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Resoconto della settimana di mobilitazioni contro carceri, cie ed opg

 

Di fronte alla gravità delle condizioni detentive nelle galere italiane dal 25/06 al 02/07 si è svolta una settimana di mobilitazioni a sostegno delle proteste nelle carceri, nei CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione) e negli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari).

In tutta Italia si sono svolti presidi a sostegno delle lotte dei/delle prigionieri/e, nello specifico di fronte alle carceri di Bolzano, Mantova, Roma, Como, Bologna, Parma, Milano, Cremona, Vercelli,Teramo, Cuneo, Prato e Vigevano. Si è infatti pensato che concentrare le iniziative nello stesso periodo, caldo anche dal punto di vista climatico, avrebbe dato loro maggiore incisività ed efficacia. Inoltre recenti operazioni repressive hanno portato all’arresto di numerosi compagni e compagne, in particolar modo delle realtà bolognesi e fiorentine. Per questo motivo i presidi a Como, Mantova, Vercelli, Vigevano, Cuneo e Prato, dove si trovano alcuni compagni e compagne, sono stati un momento di unione della lotta contro l’istituzione carcerararia e quella per la liberazione dei/delle compagni/e che pagano con il carcere le loro istanze di libertà. Le mobilitazioni svoltesi durante la settimana in questione sono state ben recepite all’interno delle carceri: il sostegno dei solidali ha infatti dato ulteriore forza alle diverse lotte portate avanti dai detenuti, che in quei giorni si sono manifestate con più determinazione.

La preparazione della settimana è stato un momento di confronto anche con realtà che non svolgono abitualmente attività anticarceraria, alcune delle quali si sono mostrate interessate ad intraprendere questa lotta, nonostante spesso venga considerata da “addetti ai lavori”. Speriamo che le relazioni intessute portino a scardinare questa concezione e a rendere ancor più capillari ed incisive le future mobilitazioni.

Nel portare avanti questo percorso si entra in contatto sia con realtà e associazioni che con rivendicazioni dei detenuti spesso lontane dalla critica radicale al carcere. Pensiamo a chi si muove per ottenere un miglioramento delle condizioni detentive senza mettere in discussione la legittimità stessa dell’istituzione carcerararia o a chi insegue il miraggio di fantomatici decreti “svuota carceri”.

Il carcere è un tassello fondamentale di questa società basata sullo sfruttamento, come il mondo del lavoro o l’istruzione e così come in questi ambiti le mobilitazioni sono sempre più generalizzate il carcere non deve rimanere una questione per pochi. Per fare questo sta a noi sviluppare la capacità di uscire dall’ “isolamento” in cui a volte tendiamo a metterci, al fine di estendere e rendere dunque più efficace la lotta al carcere.

Le ultime mobilitazioni contro il TAV in Val di Susa sono un ottimo esempio di lotta generalizzata, in cui diverse modalità ed approcci si sono uniti dimostrando grande determinazione per il conseguimento di un obiettivo comune. Anche i detenuti, nonostante l’isolamento impostogli, hanno fatto propria la campagna “No tav” manifestando la loro contrarietà tramite comunicati (vedi il documento redatto dai detenuti del carcere di Spoleto) ed altre forme di espressione. Il fatto che i detenuti esprimano il proprio sostegno a lotte condotte all’esterno del carcere riafferma e rafforza la solidarietà tra sfruttati e conferma che le lotte dentro e fuori le mura, per essere vittoriose, non debbano e non possano prescindere le une dalle altre.

Come detto in precedenza questa mobilitazione non è stata né la partenza né l’arrivo di un percorso, ma un momento di confronto e coordinazione che vorremmo fungesse da stimolo alla diffusione e al rafforzamento della lotta contro le galere.

 

Assemblea regionale contro carcere e C.I.E. – Lombardia

 

 

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Sabato 06/08 presidio al carcere Bassone

SABATO 06 AGOSTO DALLE H. 9.00 ALLE H. 12.00 PRESIDIO AL CARCERE BASSONE DI COMO IN SOLIDARIETA’ A TUTTI/E I/LE DETENUTI/E!

MICROFONO APERTO, VIENI A FARE UN SALUTO!

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SETTIMANA DI MOBILITAZIONI CONTRO CARCERI, C.I.E E O.P.G

DAL 25 GIUGNO AL 02 LUGLIO 2011 SI TERRA’ UNA SETTIMANA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE A SOSTEGNO DELLE PROTESTE NELLE CARCERI, NEI C.I.E (Centri di Identificazione ed Espulsione) E NEGLI O.P.G (Ospedali Psichiatrici Giudiziari).

A Como verranno fatti due presidi al carcere Bassone in solidarietà a tutti/e i/le detenuti/e il 29 GIUGNO 2011 dalle h.18.00 alle h.21.00 e il 02 LUGLIO 2011 dalle h. 9.00 alle h. 12.00

Leggi l’appello di indizione della settimana:proposta mobilitazione carceri

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